Avete diritto alla cittadinanza italiana per sangue?

Ago
2017
15

scritto da in Info

Conoscere i 5 ostacoli….

passaporto italianoIl nostro ufficio legale in Italia rimane a disposizione di tutti coloro  che, discendenti di italiani, vogliano iniziare il processo per riconoscere la loro cittadinanza italiana attraverso il diritto acquisito per sangue (iure sanguinis).

Per maggiori informazioni siete pregati di inviare email a segreteria.italia@assoibra.it oppure entrare in contatto telefonico attraverso i recapiti indicati nella nostra pagina dei contatti

 1- Naturalizzazione – CNN

Esempio 01:
Bisnonno italiano (naturalizzato brasiliano nel 1900) 
.
Nonno brasiliano (nato nel 1901). 

NON ha il diritto, perché nel 1901 il padre era già brasiliano e non più italiano.


Esempio 02:
Padre italiano (naturalizzato brasiliano nel 1900)
.
Figlio 01 – brasiliano (nato nel 1899) HA diritto, il padre era ancora italiano.

Figlio 02 – brasiliano (nato nel 1901) NON ha diritto, il padre era già brasiliano.


2- Cittadinanza Materna | Legge del 1948

Se la discendenza italiana fosse per linea paterna ( bisnonno, nonno, padre) non sussistono limitazioni per quanto riguarda gli anni di nascita dei figli(e), ossia, hanno diritto indipendentemente dall’anno di nascita, senza limite generazionale.

Se il diritto passasse attraverso una donna nell’albero genealogico, allora la donna trasmetterà il diritto ai propri figli solamente se nati dopo il 01 gennaio 1948.

  • Bisnonno italiano, nonna, figlio(a) nato dopo 01/01/1948.
  • Bisnonno italiano, nonno, figlio(a), indipendentemente dall’anno di nascita.
  • Nonna italiana, figlio(a), nato dopo 01/01/1948.
  • Nonno italiano, figlio(a), indipendentemente dall’anno di nascita.

Ancora dubbi? Cerchiamo di capire meglio con qualche esempio:

  • Trisnonno italiano, bisnonno, nonno, PADRE, figlio o figlia ottiene la trasmissione della cittadinanza indipendentemente dall’anno di nascita.
  • Trisnonno italiano, bisnonno, nonno, MADRE, quest’ultima ottiene la trasmissione della cittadinanza italiana dal nonno, ma potrà trasmetterla ai figli e figlie solamente se nati DOPO 01/01/1948.
  • Trisnonno italiano, bisnonno, NONNA, figli o figlie nati DOPO 01/01/1948, ottengono la trasmissione della cittadinanza dalla NONNA, poiché questa donna, ossia la nonna, PRIMA ottiene la trasmissione della cittadinanza dal bisnonno e a sua volta potrà trasmetterla.
  • Se fosse pronipote di una donna italiana discendente de uomo italiano, i cui figli nacquero DOPO 01/01/1948.
  • Se la nonna italiana fosse discendente de un uomo italiano e i figli di questa nonna fossero nati DOPO 01/01/1948.
  • Se il bisnonno, nonno o nonna, oppure, padre o madre italiani, fossero stati naturalizzati brasiliani, esiste ancora la possibilità del riconoscimento della cittadinanza, fintanto che, il figlio(a) di questi (bisnonno, nonno o nonna, padre o madre italiani), fossero nati PRIMA della naturalizazione.

3- Cidadinanza Trentina 379/2000 –  Impero Austro Ungarico  (Trento, Bolzano, Gorizia)

Esistono città/comuni che fanno parte dell’Italia , ma che appartenevano – prima della Prima Guerra Mondiale – all’Austria. I discendenti delle persone di quella regione potranno richiedere la cittadinanza per iure sanguinis dal “2000 al 2010”. Conformemente alla legge italiana, dopo questa data non hanno più diritto. Però, se l’immigrato italiano fosse emigrato dall’Italia verso il Brasil dopo il 16/7/1920 (verificare la data di emigrazione) o processo de riconoscimento è accettato.

4- Figli

Non importa constatare il cognome italiano nel nome del richiedente (discendente italiano) ma essere appurata la filiazione attraverso certificato di nascita.

Figlio Legittimo – attraverso matrimonio civile

Figlio Naturale – Quando non esiste matrimonio tra i genitori ma deve appurarsi nel certificato di nascita, la dichiarazione del genitore che trasmette la cittadinanza (il dichiarante del registro deve essere il padre o la madre che trasmette la cittadinanza).

Nel caso non consti la dichiarazione del genitore che trasmette la cittadinanza, nella minoranza de casi, potrà ,anche così, essere fatto il processo di riconoscimento jure sanguinis – attraverso la registrazione di maternità retroattivo, insieme all’anagrafe.

Nel caso il figlio sia maggiorenne ( il richiedente,  si reca all’anagrafe, insieme al genitore che trasmette la cittadinanza e fa un registrazione di maternità retroattiva). Ma in questo caso, la richiesta di cittadinanza in Italia dovrà essere fatta attraverso l’elezione della cittadinanza (fino a un massimo di 1 anno dal riconoscimento).

In tale criterio il richiedente paga la tasse per la richiesta, allega tutte le certificazioni tradotte e apostillate, oltre al documento italiano del genitore che trasmette la cittadinanza; ossia, affinché si riesca a ottenere la cittadinanza in questo caso il genitore dovrà “per primo” ottenere la sua cittadinanza e di conseguenza il richiedente potrà fare la sua richiesta e in qualche giorno otterrà la sua cittadinanza.

la differenza è che per “jure  sanguinis” richiediamo il riconoscimento dal giorno della nostra nascita mentre por elezione di cittadinanza, diventiamo cittadino italiano a partire dal giorno seguente alla richiesta in comune, con la presentazione del documento italiano del genitore.

Questo cado complica la richiesta ma deve essere analizzato caso per caso. Inoltre esistono divergenze di analisi tra i comuni. Il suggerimento è che il genitore ottenga per primo la cittadinanza e successivamente sia fatto il processo di riconoscimento della paternità, a causa del limite di tempo di un anno per richiedere la cittadinanza dopo il riconoscimento. Controllare nel sito del Consoltao in Brasile, qualsiasi aggiornamento in merito.

5- Dati non corretti

Controllare il problema di errori e variazioni di cognomi e date di nascita, matrimonio e di morte, nei certificati – sia dell’antenato italiano che di tutti i discendenti. Qualora vi siano divergenze dei dati nei certificati, il processo non è accettato.

È strettamente necessario che sia fatta la rettifica amministrativa – direttamente all’anagrafe se possibile o attraverso ordine del tribunale.

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